Quanto contano le scuole del Sud?

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Il tempo pieno nelle scuole esiste? Forse solo al Nord.

Gli orari della scuola primaria vanno da un minimo di 24 ore settimanali, secondo il modello del’insegnante unico, ma parliamo di tempo pieno quando si arriva a 40 ore settimanali, in questo caso l’insegnamento prevede l’alternanza di due docenti nella stessa classe. In media, le regioni del Nord garantiscono 38 ore settimanali; al Sud solo 30. Il gap è enorme: in Calabria solo il 28,5% delle classi garantisce 40 ore settimanali, e la situazione è peggiore in Campania (22,3%), Sicilia (11,6%) a fronte del 55,6% in Toscana e del 54% in Lombardia.

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Dunque il problema è che occorre una rimodulazione dell’organico, per garantire il tempo pieno bisogna assumere più insegnanti. Che ci siano meno docenti e meno risorse al Sud è un dato di fatto: nelle sedi nel Nord ogni professore insegna in media a 10 studenti, al Sud invece per ogni docente ci sono 13,5 alunni. Dunque alle dichiarazioni del nuovo ministro per il Sud, Provenzano, di togliere i bambini dalle strade portandoli nelle scuole deve necessariamente seguire, così come previsto dalle normative, un potenziamento dell’organico e quindi delle risorse.

in Calabria solo il 28,5% delle classi garantisce 40 ore settimanali, e la situazione è peggiore in Campania (22,3%), Sicilia (11,6%) a fronte del 55,6% in Toscana e del 54% in Lombardia.

Per non parlare dei problemi strutturali: mancano gli spazi e le mense che permettano l’attivazione del tempo pieno. Come si può chiedere a un genitore di lasciare il proprio figlio per un orario prolungato a scuola se non ci sono spazi, mense e luoghi adatti?
Il diritto degli alunni e delle famiglie del Meridione di usufruire del tempo pieno che continua a essere negato ha conseguenze disastrose, prima di tutto sull’apprendimento. Come risulta dai test Invalsi, il 50% degli studenti della Campania arriva alla maturità con l’insufficienza sia in italiano che in matematica. Anche il tasso di dispersione scolastica è in crescita. Dall’altro lato la mancanza del tempo pieno riduce anche il numero di docenti e altro personale scolastico. Al Sud le scuole pubbliche, di ogni grado e livello, sono 2.528, il personale docente è pari a 231.051: in sostanza, in ogni istituto scolastico, mediamente, sono impiegati 91 insegnanti. Al Nord, invece, le scuole sono 3.266 e i professori 356.100: risultato, in ogni istituto lavorano circa 109 docenti. Sono migliaia le/i docenti esiliate/i al Nord del paese costretti a vivere lontano dai loro cari e dalla loro terra.

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Equiparando le due Scuole Italiane, divise da forti opportunità per il Nord e infinite penalizzazioni per il Sud, a seconda che tu viva in Campania o in Piemonte puoi godere o meno di alcuni “privilegi” come la continuità didattica-educativa che il tempo pieno garantisce. Ma se la Campania può destinare solo 8 milioni agli asili nido, a fronte dei 15 che ne stanzia l’Emilia-Romagna o dei 37 della Lombardia, non sorprende che a Napoli le liste d’attesa per l’iscrizione al nido superano del doppio la capienza dello stesso lasciando esclusa una grossa fetta della popolazione infantile.

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Un’istruzione accessibile, gratuita e di qualità è un diritto di tutte e tutti e non può essere un privilegio per pochi. Bisogna invertire la tendenza investendo al Sud nel mondo della formazione, dagli asili nido all’università, e nel mondo del lavoro creando opportunità occupazionali che contrastino lo spopolamento e lo svuotamento del Meridione a cui stiamo assistendo.

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