La solidarietà come strumento collettivo.

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la solidarietà è un' arma

L’espandersi dell’emergenza sanitaria nella penisola italiana ha dato vita a tante iniziative di solidarietà.

Con la chiusura della maggior parte delle attività commerciali, ufficiali e non, le condizioni precarie della popolazione sono andate peggiorando.

L’aumento delle restrizioni a cui tutte e tutti siamo stati sottoposti per il contenimento della pandemia non ha fermato la volontà di costruire un alternativa solidale collettiva.

la sola certezza che abbiamo ad oggi è che bisogna restare a casa

A quasi un mese dall’annuncio del “lockdown” italiano, comunicato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte  con una diretta su Facebook, la sola certezza che abbiamo ad oggi è che bisogna restare a casa.

Le attività commerciali considerate di primaria importanza hanno continuato a svolgere quasi regolarmente il loro lavoro: supermercati, tabaccai, piccoli negozi alimentari, casalinghi, farmacie.

E’ sul criterio di “primaria importanza” che migliaia di famiglie, precari e lavoratori a nero hanno subito, oltre al danno anche la beffa di non percepire alcuna forma di sostegno economico da parte delle autorità competenti.

 L’emergenza sanitaria verso l’emergenza sociale

Le categorie non protette, i senzatetto, chi non svolge nessun lavoro considerato importante, nel rispetto delle regole per il contenimento del virus, vivono uno stato di povertà che comporta e comporterà per un tempo indefinito una crisi sociale senza precedenti.

Mentre l’incapacità del governo continua a non dare risposte concrete sono partite diverse attività di mutuo soccorso;

Esperienze territoriali autonomamente si sono messe a disposizione della collettività con la sola risorsa a disposizione: la solidarietà.

locandina spesa solidale

 Responsabilità e gestione insufficiente

Nella regione Campania, il governatore De Luca, dopo aver dato la botta finale alla sanità pubblica con tagli al personale sanitario e la chiusura di intere strutture ospedaliere, prova ad alimentare un sentimento poliziesco spostando l’asse della discussione sui presunti untori e disertori delle regole.

i nostri nemici non sono i nostri vicini di casa

È importante ricordare i responsabili ed essere consapevoli che anche in questo caso non siamo tutti uguali, che i nostri nemici non sono i nostri vicini di casa ma le classi dirigenti che in nome del profitto negli ultimi anni ci hanno restituito una società smantellata che ad oggi appare in tutta la sua brutalità.

la narrazione classica dell’informazione spazzatura prova a stigmatizzare le regioni meridionali perché poco ligie al rispetto delle regole

 

Mentre la narrazione classica dell’informazione spazzatura prova a stigmatizzare le regioni meridionali perché poco ligie al rispetto delle regole, regioni con sistemi sanitari non adeguati all’emergenza che stiamo vivendo, con i più alti tassi di disoccupazione ed inoccupazione d’Italia, nascono vere e proprie brigate di solidarietà a sostegno di chi non può essere lasciato solo.

Sebbene consapevoli che le iniziative solidali non possono essere la risposta alla fame della gente, abbiamo scelto di mettere a disposizione di chi ha bisogno, tutte le nostre competenze e la nostra rete sociale.

Sappiamo che la raccolta di denaro e lo smistamento di beni di prima necessità non sono sufficienti ma bisogna pur partire da qualcosa ed anche la consapevolezza di non essere completamente soli è un sostegno importante per chi nell’ultimo mese ha perso quel lavoro, che seppur precario, gli consentiva di mangiare.

Come abbiamo fatto?

 Semplice, in rete è partita una colletta per raccogliere contributi economici e grazie alla generosità di chi ha partecipato, abbiamo raccolto dei soldi per l’acquisto di beni di prima necessità da consegnare alle famiglie in emergenza.

Chi si è occupato delle consegne?

Diversi volontari ci hanno scritto alla pagina de Il Sud Conta  ed è nato un gruppo di lavoro che quotidianamente si occupa di gestire le richieste e la consegna materiale delle spese, quartiere per quartiere, nella città di Napoli.

 

 Quante consegne abbiamo fatto?

In meno di una settimana abbiamo consegnato più di 60 spese ed è possibile visualizzare gli aggiornamenti sulla pagina Laboratorio di mutuo soccorso zer081 

da Montesanto a Piazza Garibaldi, da Secondigliano all’Arenella, da Santa Chiara ai Quartieri spagnoli una brigata solidale all’azione per il bene della collettività.

 A Napoli, come in tante altre città del paese, la popolazione si è organizzata autonomamente e si è attivata affinché nessuno sia lasciato solo.

Dalla pagina Facebook  Zero81 – Laboratorio di mutuo soccorso  si possono seguire gli aggiornamenti 

Senza il sostegno di chi ha contribuito non saremmo arrivati fin qui, ma siamo solo all’inizio.

Abbiamo bisogno della vostra solidarietà per costruire insieme una comunità attiva che non lascia spazio alla solitudine e alla brutalità della crisi che stiamo attraversando.

Se come abbiamo detto a più riprese “la solidarietà è un arma”, usiamola per uscire da quest’emergenza senza dimenticarci di nessuno.