Didattica a distanza: le risposte degli studenti.

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La scuola non è uscita illesa dal Coronavirus. La didattica a distanza è diventata l’unica soluzione per milioni di studenti di ogni ordine e grado che si sono visti sospesi lezioni, voti e probabilmente l’intero anno scolastico.

La pandemia ha costretto la popolazione mondiale al lockdown, misura governativa che ha limitato lo stato di diritto, alterando inequivocabilmente la quotidianità di ognuno di noi. L’emergenza ha colpito ogni settore, sollecitando gli esecutivi a costruire piani strategici da mettere in campo per evitare un collasso economico, sanitario e sociale.

Allora dov’è il problema ?

Viviamo in un paese “wormhole” in cui le condizioni della maggior parte dei servizi pubblici sembrano congelate ad anni addietro. Ad ogni taglio segue la mancanza di investimenti; da quelli più basilari (si veda la questione sull’edilizia scolastica) ad altri tesi alla lungimiranza, che tengano la comunità al passo con i tempi.

 viviamo in un paese “wormhole” in cui le condizioni della maggior parte dei servizi pubblici sembrano congelate ad anni addietro

Negli ultimi anni la scuola italiana ha assistito a barbarie di ogni tipo; dalla legge “Buonascuola” di Renzi, che avviava il modello scuola-azienda, mettendo in moto un malriuscito progetto di alternanza scuola-lavoro, al decreto “Scuolesicure” di Salvini, che dava battaglia alla droga mandando l’Unità cinofila all’interno delle scuole. Senza contare l’ambiguità del titolo stesso del provvedimento, fuorviante se tenuta in considerazione la fatiscenza delle strutture scolastiche. Con queste premesse, è facile intuire che l’Istruzione nostrana non è in grado di gestire un servizio di didattica a distanza o, perlomeno, non ha la capacità di assicurarlo in maniera adeguata.

Lucia Azzolina (M5S), Ministro dell'Istruzione
Lucia Azzolina (M5S), Ministro dell’Istruzione

“La scuola ha affrontato questa emergenza con grande capacità di reazione, il Paese deve esserne fiero”. Sono queste le parole della Ministra Lucia Azzolina, dopo l’approvazione dell’ultimo decreto scuola.

Questo prevede che gli studenti possano essere ammessi all’anno successivo, ma che tutti saranno valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non ci sarà “6 politico”, ma all’inizio di settembre,  invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti; ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo.

Dopo i provvedimenti presi, come cambia l’approccio dello studente ?

Secondo l’inchiesta che abbiamo condotto sugli studenti delle scuole superiori, la maggior parte di loro si trova in una condizione di disagio, dovuta a vari motivi; dall’incapacità dei docenti alle prese con i nuovi mezzi online, all’eccessivo numero di piattaforme digitali

Le risposte degli studenti alle domande che abbiamo fatto loro
Le risposte degli studenti alle domande che abbiamo fatto loro.

“Di 4/5 professori solo uno sa usare la piattaforma: quello di informatica”

-Studente anonimo intervistato
Grafico basato sulla risposta degli studenti.
Grafico basato sulla risposta degli studenti.

Dai sondaggi, una percentuale di ragazzi dichiara di trovarsi bene e che i problemi tecnici siano superficiali e facilmente risolvibili. Poste anche queste affermazioni, però, le domande restano le stesse: Perché in Italia bisogna aspettare la condizione di costrizione per cui  bisogna, con urgenza, risolvere il problema ? Perché crollano i ponti ? (domanda cult)

Dobbiamo incorrere in situazioni d’emergenza per avere investimenti pubblici. In questo caso solo una pandemia è stata capace di sollecitare il governo a muoversi nella digitalizzazione della scuola.

Difatti di qualche settimana fa è il decreto ministeriale “Cura Italia” da 85 milioni di euro. Di questi, 10 milioni potranno essere utilizzati dalle istituzioni scolastiche per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning e per dotarsi immediatamente di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o per potenziare quelli già in loro possesso. Altri 70 milioni saranno utilizzabili per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. I restanti 5 milioni serviranno a formare il personale scolastico.

E la maturità ?

Il 96% dei ragazzi viene ammesso, in media, ogni anno, all’Esame finale. Quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Il decreto indica, poi, una doppia possibilità. Se i ragazzi potranno rientrare a scuola entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola, è previsto il solo colloquio orale.

Cosa ne pensano i maturandi ?

La sensazione generale, riguardo i provvedimenti presi dal Ministero dell’istruzione, indica una contrarietà rispetto alla decisione di ammettere tutti all’esame, questo perché comporterebbe una limitazione dei voti di chi aspira a punteggi alti, come alzerebbe quelli di chi non si è impegnato a sufficienza per raggiungere l’esame e, di conseguenza, sarebbero alterati anche i punteggi di chi a un esame ordinario avrebbe preso poco più della sufficienza. Tuttavia queste affermazioni sono accompagnate dalla consapevolezza secondo la quale “in altro modo non si avrebbe potuto agire”.

Le risposte degli studenti al sondaggio.

Insomma sarà un esame di stato diverso dagli altri, straordinario nel bene o nel male. Così abbiamo chiesto ai maturandi come si sentissero a riguardo e abbiamo fatto una raccolta delle loro risposte

Le risposte degli studenti al sondaggio.

E quando chiediamo loro se avessero voluto farla fisicamente, naturalmente ci rispondono in maniera affermativa

Grafico basato sulla risposta degli studenti.
Grafico basato sulla risposta degli studenti.

Come stai vivendo il periodo pre-esame ?

Le risposte degli studenti al sondaggio.

Una risposta in particolare, però, ci ha colpito

La risposta al sondaggio di uno studente

Le posizioni poco chiare, talvolta isteriche, che il governo ha preso nei confronti di questo esame, hanno inevitabilmente fatto presa sui ragazzi, i quali, dopo i molteplici decreti e mutamenti in corso, hanno volto la loro tensione più sulla modalità dell’esame, che sull’esame stesso. Il voler garantire sicurezza, con provvedimenti continui, talvolta diversi l’uno dall’altro, ha solo creato scompiglio, creando un effetto “sorpresa” indesiderato.

In conclusione, immaginando gli studenti nei ruoli dirigenziali, ci siamo chiesti quali misure questi adotterebbero per potenziare l’Istruzione e, fra le tante risposte, una ci è risultata interessante… quanto semplice

La risposta al sondaggio di uno studente.