I Cinque Punti per Affrontare l’Emergenza Covid-19 in Campania.

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PIATTAFORMA RIVENDICATIVA
PER IL GOVERNO E LE ISTITUZIONI LOCALI

Interventi, risorse economiche e tutele giuridiche prioritarie per garantire la salute pubblica, i diritti sociali e la dignità durante e dopo l’emergenza sanitaria

“ ‘A salute è ‘a primma cosa: ma senza sorde nun se cantano messe!”

La pandemia ci ha consegnato una profonda incertezza sul futuro.
Il mondo della politica nella sua totalità – dal governo nazionale alle istituzioni locali – non è stato all’altezza della sfida che questo difficile periodo storico ci pone davanti: cambiare, ragionare di come rinascere e restituire dignità alle persone in crisi per gli effetti diretti e indiretti dell’emergenza sanitaria.

La rete degli attivisti de Il Sud Conta, partecipando ai momenti di mobilitazione degli ultimi quattro giorni di proteste a Napoli, ha raccolto istanze e rivendicazioni assieme ai soggetti e alle categorie lavorative e sociali che stanno animando le piazze.

In questo momento difficilissimo vogliamo semplicemente provare a mettere assieme una visione e un orizzonte a cui tendere concretamente: abbiamo redatto cinque punti di rivendicazione da sottoporre al governo italiano e alle istituzioni locali.

I CINQUE PUNTI PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19

 

1) Diritti e tutele per i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e i precari (intermittenti, co.co.co. e altre categorie):

– immediato sblocco degli ammortizzatori sociali esistenti (CIG per i dipendenti e contributo forfettario per lavoratori autonomi) che ancora non sono stato erogati (istituzione di una task force presso l’INPS con monitoraggio governativo del numero di pratiche espletate sul numero di domande); per i lavoratori autonomi o iscritti alle casse separate dall’INPS bisogna prevedere anche il blocco o comunque la sospensiva dell’obbligatorietà di cassa in presenza di cali sostanziali di fatturato;

– istituzione di un importo minimo della CIG per coprire eventuali periodi di lavoro a grigio e a nero (non inferiore agli importi del reddito di cittadinanza o dell’assegno sociale);

– estensione del blocco dei licenziamenti per tutto il periodo dell’emergenza;

– revisione del dispositivo della CIG in deroga e dei fondi di solidarietà; previsione di un nuovo ammortizzatore sociale universale, per tutti i casi attualmente non coperti da CIG, mediante una procedura speciale snella e con erogazione diretta su conti correnti dei lavoratori dipendenti per i datori di lavoro che non possono anticipare gli assegni;

– istituzione di un contributo speciale continuativo per tutta la durata dell’emergenza per i lavoratori autonomi: un’indennità basata sul calo del fatturato avuto in questi mesi;

erogazione permanente della Naspi per i lavoratori licenziati durante l’emergenza Covid-19;

estensione dei criteri, maggiorazione degli importi e rivisitazione dei parametri del il Reddito di Cittadinanza;

– semplificazione delle procedure per l’implementazione dello smart-working su richiesta, anche parziale, nel settore pubblico e privato; in particolare per le categorie a rischio e per i lavoratori oltre i 50 anni d’età, bisogna comunque garantire la possibilità di congedo o lavoro in smart-working

 

2) Diritti e tutele per i gestori di attività commerciali:

sospensione, su richiesta, del pagamento di fitti e utenze per professionisti e gestori di attività commerciali colpiti dalle chiusure o con perdite dimostrate, copertura tramite l’accantonamento di un fondo governativo per i fitti commerciali e le utenze, in aggiunta alla possibilità di utilizzare il credito di imposta (prevedere opzione di scelta);

rifinanziamento del fondo per il finanziamento garantito dallo Stato di cui al Decreto liquidità (legge 40/2020);

moratoria per garantire l’accesso ai prestiti bancari, rivedendo le condizioni per l’accesso al credito, a tassi d’interesse concordati e canone agevolato con inizio dei pagamenti al termine dell’emergenza;

sgravi fiscali (riduzione dell’IVA al 4%) sugli acquisti di prodotti e forniture dalla filiera corta (cioè a bassa intermediazione o direttamente dai produttori) per sostenere l’economia locale e le PMI;

contributo speciale per le attività produttive e commerciali, con perdite dimostrabili, costrette alla chiusura dalle misure di emergenza, o comunque colpite dall’emergenza.

 

3) Diritti e tutele per l’abitare:

sospensione totale per gli affittuari su richiesta del pagamento degli affitti delle abitazioni, con copertura parziale o totale degli oneri per i proprietari mediante un fondo nazionale, fino a fine emergenza;

– proroga della sospensione di procedure di sfratto o sgombero coatto fino a fine emergenza;

– prevedere strutturalmente l’opzione per affittuari e proprietari di modifica bi-laterale del contratto tramite l’istituzione di un contratto-quadro a equo canone a importo concordato commisurato alla rendita catastale dell’immobile, con sgravi fiscali sulle imposte sul reddito e l’IMU per i proprietari che lo adottano;

– istituzione di centri di ricovero e accoglienza diurni e notturni e assistenza medica per i senzatetto e potenziamento delle reti di assistenza per persone in emergenza abitativa, in particolare per donne, anziani, bambini e malati.

 

4) Sanità:

revisione delle convenzioni con gli operatori privati con un calmiere per l’accesso a prestazioni diagnostiche e terapeutiche e garanzia della possibilità di utilizzo di strutture e forniture per alleggerire il carico delle strutture sanitarie pubbliche; in particolare si chiede di adottare i tamponi rapidi (tamponi ad antigene) per lo screening di massa, in primis da parte delle ASL, e con calmierazione bloccata a 20€ per le prestazioni offerte dagli operatori convenzionati;

– perequazione ai livelli ottimali nazionali del personale sanitario e socio-sanitario regionale in rapporto a popolazione e strutture tramite procedure semplificate di assunzione, formazione degli operatori e dei medici e scorrimento delle graduatorie concorsuali;

– realizzazione delle strutture necessarie a portare il sistema sanitario alle soglie dei posti di terapia intensiva previste dal decreto Rilancio (14 ogni 100mila abitanti): dunque portare a 840 i posti in terapia intensiva in Campania, a fronte degli attuali 227;

 

inoltre

Scorrimento delle graduatorie per OSS;

– contrattualizzazione a tempo indeterminato per medici e infermieri secondo i contratti di lavoro nazionali;

abolizione o comunque sospensione del numero chiuso per i corsi di laurea in Medicina e per i corsi di specializzazione abilitanti per le altre categorie del personale socio-sanitario;

ripristino dei presidi ambulatoriali nelle sedi delle ASL;

potenziamento della medicina territoriale con istituzione di camper mobili per visite di controllo e routine;

immediato utilizzo dei fondi per la fornitura di apparecchi diagnostici per dotare i medici di base della capacità di effettuare visite diagnostiche di base;

obbligo dell’utilizzo e ampliamento della telemedicina.

 

5) Scuola:

[così come richiesto nel documento della Rete scuola e bambini nell’emergenza Covid-19]

– un adeguato stanziamento di fondi per l’assunzione e la stabilizzazione del numero necessario di docenti e personale ATA e per la messa a sistema di protocolli di prevenzione del rischio da Covid-19;

il recupero di strutture dismesse o malmesse e l’individuazione di spazi ulteriori di prossimità in ogni municipalità per ridurre il numero di studenti per classe;

il potenziamento dei trasporti pubblici e la promozione della mobilità sostenibile con bici e piste ciclabili;

l’adozione di protocolli d’intesa tra Beni culturali/Beni comuni e scuole;

– l’adozione nelle scuole di protocolli di prevenzione sanitaria efficaci e soprattutto rispettosi dei bisogni e dei diritti di bambini e adolescenti.

 

Infine: un tavolo di trattativa nazionale

Richiesta di apertura di un tavolo nazionale con Governo, Regioni ed Enti Locali (in particolare del Mezzogiorno), parti sociali e rappresentanti delle categorie in protesta che discuta le seguenti priorità:

definizione dei LEP e riequilibrio del divario territoriale della spesa pubblica, abolizione del criterio della spesa storica;

– individuare misure straordinarie, protocolli e sistemi di gestione, finanziamenti per interventi strutturali, attrezzature e personale qualificato sufficiente, per consentire e garantire l’apertura in sicurezza di servizi, attività ed esercizi, in primis servizi pubblici essenziali per la salute psico-fisica e per l’educazione (scuole, doposcuola, educative territoriali;  biblioteche, musei, università, teatri, centri culturali; trasporti pubblici locali e a lunga percorrenza; centri sportivi; aree attrezzate), ma anche attività private (palestre, cinema, librerie), anche turistiche, ricreative e di ristorazione secondo modalità coerenti con le norme di sicurezza;

– istituzione di un fondo speciale per le aree ad alto tasso di disoccupazione e di povertà tramite le risorse europee; in particolare le risorse individuate dovrebbero essere a fondo perduto e non produrre ulteriori aggravamenti del debito pubblico;

– intervento tramite legge nazionale per ristrutturare (o cancellare in caso di illegittimità) il debito degli enti locali e rifinanziare quelli in dissesto e pre-dissesto secondo un programma triennale; prevedere una legge nazionale di riforma del TUEL;

– discussione sull’introduzione di una patrimoniale al 10% sui grandi patrimoni (oltre 1milione di euro) per finanziare le misure;

– piano straordinario di assunzioni nella PA con previsione di rafforzamento di almeno il 50% in più del personale sanitario, scolastico e della mobilità;

– investimenti in infrastrutture e servizi strategici per la logistica e la mobilità;

– investimenti in attività produttive strategiche per lo sviluppo locale;

– istituzione di un unico ammortizzatore sociale semplificato e universale (reddito di base) che sostituisca e superi gli attuali CIG e sussidi;

– revisione del sistema fiscale in senso progressivo (con un tetto massimo del 60% sulle aliquote dei redditi maggiori) e solidaristico per finanziare un programma di estensione e garanzia dei diritti sociali nelle fasi di sviluppo della pandemia e in quelle successive.