Il Governo Draghi a trazione nord-centrica: la parabola di Giancarlo Giorgetti, dal “tradimento del patto costituzionale” consumato ai danni del Sud al giuramento di fedeltà alla Repubblica.

Mentre c’è chi tra le forze di opinione e d’informazione meridionaliste sembra prendere – in buona fede? – fischi per fiaschi e scambia il Governo Draghi della “Restaurazione” nord-centrica per un Governo di svolta e coerenza meridionalista (Il Quotidiano del Sud-L’altra voce dell’Italia, 13 febbraio 2021), altre forze meridionaliste, tra le quali, la Rete “Il Sud Conta”, il M24A-ET e il Partito del Sud, lanciano via social i loro appelli per una mobilitazione contro lo stesso Governo, la cui composizione a chiara trazione nordica prefigura sia lo scippo del Recovery Plan, sia il rilancio dell’attuazione definitiva del federalismo discriminatorio e predatorio ai danni del Sud.

0
496

Mentre c’è chi tra le forze di opinione e d’informazione meridionaliste sembra prendere  – in buona fede? – fischi per fiaschi e scambia il Governo Draghi della “Restaurazione” nord-centrica per un Governo di svolta e coerenza meridionalista (Il Quotidiano del Sud-L’altra voce dell’Italia, 13 febbraio 2021), altre forze meridionaliste, tra le quali, la Rete “Il Sud Conta”, il M24A-ET e il Partito del Sud, lanciano via social i loro appelli per una mobilitazione contro lo stesso Governo, la cui composizione a chiara trazione nordica prefigura sia lo scippo del Recovery Plan, sia il rilancio dell’attuazione definitiva del federalismo discriminatorio e predatorio ai danni del Sud.

Il tutto, ovviamente, sarà santificato nel nome di Mario Draghi, presentato dai media nazionali come il nuovo ed indiscusso salvatore della Patria.

Che la compagine governativa da lui nominata abbia una chiara vocazione etno-liberista, antimeridionale ed antimeridionalista lo dimostra il solo nome del leghista Giancarlo Giorgetti, neo-ministro dello Sviluppo Economico.

Infatti, nel 2015, Giorgetti, in qualità di Presidente della Commissione Bicamerale sul Federalismo fiscale, è stato tra i principali responsabili degli zeri assegnati al Sud e del dimezzamento del fondo di perequazione destinato ai suoi cittadini residenti.

Zeri e dimezzamenti assegnati ai diritti dei bambini, dei poveri, dei disabili, dei malati e degli anziani meridionali in quanto meridionali. Il tutto, ovviamente, è stato da lui secretato, in quanto pienamente consapevole del “tradimento del patto costituzionale” consumato ai danni dei 21 milioni di cittadini meridionali.