Le Comunità energetiche: nuove prospettive di sviluppo

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Le Comunità energetiche consentono ai normali cittadini di autoprodurre energia elettrica e di scambiarla con altri utenti della zona con incentivi che consentono di azzerare gli oneri di sistema, quei costi cioè che fanno lievitare in maniera abnorme il costo della bolletta elettrica. Le Comunità energetiche sono regolate in via sperimentale fino al 28 febbraio 2021, con lo scambio possibile solo a breve distanza  cioè tra utenti collegati alla stessa cabina di trasformazione MT/bt , tipicamente cioè nel raggio di qualche centinaio di metri o di un isolato, ma gli obiettivi di riduzione dei gas serra del 2030 impongono di rendere questa misura strutturale e anzi di estenderla a porzioni di territorio più vaste.

Comunità energetiche

Il migliore sfruttamento dell’energia autoprodotta, tipicamente da fonte solare fotovoltaica e quindi maggiormente disponibile nelle ore centrali della giornata e non la sera o il mattino presto, impongono l’utilizzo di batterie di accumulatori del tipo agli ioni di Litio, altamente efficienti.

L’elevato costo di questo tipo di accumulatori può essere superato considerando che il settore automotive attraversa un periodo di forte e straordinario cambiamento con la diffusione di veicoli Full Electric (EV) con a bordo accumulatori della capacità tipica di 30-60 kWh, oppure Plug-in Electric (PHEV) con a bordo accumulatori della capacità tipica di 10-15 kWh.  Prescindendo da ogni considerazione su questa rivoluzione e sugli effettivi benefici in termini di salvaguardia dell’ambiente , è un dato di fatto che la stessa è avviata e difficilmente si ritornerà indietro.

Ebbene i milioni di autoveicoli fermi per lunghi periodi nei parcheggi privati o pubblici rappresentano un’enorme rete di accumulatori di energia, che devono solo essere connessi in rete e gestiti per uno scambio con la produzione e l’utilizzazione dell’energia.

La tecnologia V2G – Vehicle to Grid – attualmente in fase di sviluppo, consente appunto questo scambio  valorizzando l’energia immessa, quella prelevata e la funzione di accumulo.

Ricarica wireless ad induzione

Le auto saranno connesse alla rete da ferme, mediante la usuale spina, oppure in modalità wireless utilizzando la carica e scarica ad induzione. Allo studio anche la possibilità di rifornire e prelevare energia dalle auto in movimento mediante un sistema ad induzione dinamica, oggi teoricamente possibile ma che necessita di studi e perfezionamenti.

Ricarica wireless ad induzione dinamica

Il futuro è già segnato, alle nuove generazioni soprattutto del Sud Italia l’onere e l’onore di portare avanti con successo questa nuove tecnologie, ricavandone benefici per sé e per il proprio territorio.