Rete Sud Conta, Mario Raimondi: “1° maggio di lotta e di memoria. Oggi commemoriamo le vittime di Pietrarsa denunciando il perpetuarsi delle politiche di rapina e discriminazione nei confronti del Sud”

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Ieri mattina, in occasione del corteo di commemorazione della strage operaia di Pietrarsa del 6 agosto 1863, Mario Raimondi, attivista della Rete Il Sud Conta, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “A distanza di 158 anni dalla strage di Portici le cose non sono cambiate. Ancora oggi, come allora, viviamo sulla nostra pelle il perpetuarsi di un disegno politico di desertificazione del Sud, che causa l’emigrazione della manodopera meridionale messa al servizio di una parte sola del Paese: la famigerata ‘locomotiva’ Nord”.

Proprio per rendere giustizia agli operai di Pietrarsa trucidati dai bersaglieri italiani nel 1863, oggi –  ha proseguito Raimondi – dobbiamo lottare contro le ingiustizie che continuano a perpetrarsi contro il nostro territorio”.

Oggi – ha incalzato l’attivista del Sud Conta – la Whirlpool e la Meridbulloni sono esempi attuali di quello che è stato il reale sacrificio compitosi all’epoca”, per poi specificare, “E quindi noi oggi per rendere giustizia a quegli operai dobbiamo portare la nostra solidarietà anche a quelle vertenze. Altrimenti, questa commemorazione rischia di scadere in pura retorica”.

E non è solo questo. In questi giorni si parla di Recovery Found. Si parla di risorse che dovrebbero essere destinate alle arie in difficoltà, e noi sappiamo bene perché oggi il Sud è in difficoltà, ma anche su questa partita lo Stato italiano attua la solita porcata, in quanto è intenzionato a destinare al Sud soltanto il 40% di quelle risorse e non il 68/70%, come da criteri europei di ripartizione. Inoltre, nella quota di circa 80 miliardi di euro riservati al Sud sono stati inseriti anche 20 miliardi di euro del Fondo di Coesione e Sviluppo già destinati al Mezzogiorno. L’ennesima mandragata”, ha sottolineato Raimondi.

Nel complesso – ha proseguito – ben 80 miliardi di euro in meno. Un altro sputo sui volti dei martiri di Pietrarsa e su tutti quei milioni di meridionali che dal 1861 ad oggi sono emigrati dalla loro terra”. “Se oggi si commemorano le vittime di Pietrarsa, non si può tacere su queste porcate. Bisogna legare la memoria storica di Napoli e del Sud alla lotta contro le attuali politiche di sperequazione e discriminazione nei confronti dei cittadini meridionali”, ha concluso Raimondi.