COME L’ITALIA SI È INTRODOTTA NEL MEZZOGIORNO SECONDO NICOLA ZITARA.

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Zitara:” Sin dall’età risorgimentale il vero pilastro della denominazione italiana del Mezzogiorno è rappresentato dai ceti medi impiegatizi e professionistici. Per quanto male si possa dire di tali categorie, non sarà mai troppo. Il Mezzogiorno che non poteva essere dominato in eterno con le leggi marziali e non poteva essere eternamente presidiato dai bersaglieri, poté essere soggiogato definitivamente mercé la collaborazione tra ceti medi, di questo lo stato, cioè la classe egemone, si è fatto un alleato poderoso, e non soltanto attraverso l’elargizione di favori, o la creazione di quel clima di vasta corruzione politica che contribuisce enormemente a sostenere le posizioni governative, ma offrendo ad essi una stabile condizione italiana nel quadro della miseria Meridionale”.

Nel 1971 Nicola Zitara scriveva nel suo libro “Unità D’italia, Nascita di una Colonia”, come l’Italia si è introdotta nel Mezzogiorno.

Secondo Zitara questo è stato possibile attraverso due Alleanze: Alleanza tra le classi fondiarie del Nord e del Sud e quella tra i ceti medi, economicamente improduttivi, ma dotati di un grande ascendente politico, in quanto gestori della cultura e dell’opinione pubblica.

La Questione cioè la miseria Meridionale è sostenuta e perdura attraverso queste Alleanze ancora oggi e affermava il Zitara :” Giacché viviamo in un mondo in cui la dominazione politica è incorporata nelle merci di massa, la nostra liberazione non comincerà con la freccia di un nostrano Guglielmo Tell che trafigge il tracotante nemico, ma con un camion di provolette galbani precipitato nella scarpata dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria”.