Pnnr, dopo lo scippo a monte il Sud corre il rischio di essere scippato anche a valle

Il Sud continui a vigilare. Infatti, parametri UE alla mano, popolazione, Pil inverso, tasso di disoccupazione, dopo che non gli è stato riconosciuto il 65% delle fondi europei, il Mezzogiorno corre il rischio di essere defraudato di altri numerosi miliardi sia sulla base dei criteri di ripartizione dei finanziamenti territoriali, che il Grande Partito Trasversale del Nord ha sempre definito ad uso e consumo della “locomotiva” Nord, sia perché le amministrazioni locali meridionali, dopo essere state azzoppate da decenni di politiche di spoliazione, potrebbero essere accusate di non sapere correre, di essere incapaci di formulare progetti, pur avendo il Governo Draghi dato loro l’opportunità di farlo.

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Come ha già evidenziato Marco Esposito sulle pagine del “Mattino” del 27 aprile scorso, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per il Mezzogiorno, “alcuni numeri non tornano”.

Sulla scia di Esposito, abbiamo preso in considerazione la versione del Pnrr inviata dal Governo italiano alla Commissione europea mercoledì 5 maggio.

Ebbene anche in questa ultima versione sembra proprio che i conti per il Sud continuino a non tornare, in quanto pure in questo caso non si capisce come si giunga ad affermare che “Il Governo ha deciso di investire non meno del 40 per cento delle risorse territorializzabili del PNRR (pari a circa 82 miliardi) nelle otto regioni del Mezzogiorno” (Pnrr, p. 37).

Basta dare una scorsa alle schede di dettaglio che introducono le singole missioni per rendersi conto che, tranne per la terza, infrastrutture per una mobilità sostenibile, non vi sono riferimenti specifici alle ripartizioni territoriali.

Ma se è la somma a fare il totale, in questo caso il totale è privo di addendi. Infatti, stando a quanto specificato in dettaglio, la cifra che di sicuro spetterebbe al Sud ammonterebbe a 13,23 miliardi di euro per investimenti sulla rete ferroviaria, che corrispondono al 7% circa dei 191,5 miliardi totali del dispositivo di ripresa e resilienza.

Il Sud continui a vigilare. Infatti, parametri UE alla mano, popolazione, Pil inverso, tasso di disoccupazione, dopo che non gli è stato riconosciuto il 65% delle fondi europei, il Mezzogiorno corre il rischio di essere defraudato di altri numerosi miliardi sia sulla base dei criteri di ripartizione dei finanziamenti territoriali, che il Grande Partito Trasversale del Nord ha sempre definito ad uso e consumo della “locomotiva” Nord, sia perché le amministrazioni locali meridionali, dopo essere state azzoppate da decenni di politiche di spoliazione, potrebbero essere accusate di non sapere correre, di essere incapaci di formulare progetti, pur avendo il Governo Draghi dato loro l’opportunità di farlo.

Insomma, dopo lo scippo a monte il Sud corre il rischio di essere scippato anche a valle.