I NODI DELLA MANCATA PEREQUAZIONE DA PARTE DELLO STATO PROSSIMAMENTE AL VAGLIO DELLA CORTE COSTITUZIONALE

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E’ noto che una battaglia delle forze meridionaliste è quella relativa alle modalità applicative del federalismo fiscale con particolare riferimento alla mancata/insufficiente perequazione da parte dello Stato nei confronti degli EE.LL. a partire  proprio da quelli meridionali.

Tuttavia le strettoie del “federalismo alla rovescio” – ossia gli Enti Locali che finanziano lo Stato attraverso la politica dei tagli ai trasferimenti – giungono alla Corte Costituzionale attraverso un ricorso della Regione Liguria per conto del proprio Consiglio delle Autonomie Locali e oggetto della recente ordinanza n. 79 depositata nella cancelleria della Corte lo scorso aprile.

In sintesi la vicenda qui richiamata nasce dal fatto che il CAL della Regione Liguria, nella seduta del 14/02/2020, ha chiesto al Presidente della Giunta ligure di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale alcune disposizioni statali ritenute lesive dell’autonomia finanziaria comunale riguardanti una decurtazione della quota ristorativa IMU-TASI da 625  a 300 milioni e la decurtazione del fondo di solidarietà comunale 2020 passato da 563,4 a 100 milioni.

Nel ricorso, depositato il 25/2/2020, come articoli della Costituzione violati ne vengono citati soprattutto due: da un lato, quello che è a presidio dell’autonomia locale (art. 5) e, dall’altro, quello che detta i principi del federalismo fiscale (art. 119 commi 1, 3, 4 e 5).

Alla base del ricorso c’è la relazione istruttoria dello scorso anno del CAL ligure – adottata nella seduta del 14/02/2020 – dove, tra l’altro, si legge, a proposito delle norme del 2019 successivamente impugnate, che “i fondi perequativi in favore degli Enti locali, prevedono che gli stessi debbano essere alimentati da risorse tratte dalla fiscalità statale, al fine di garantire lo svolgimento delle funzioni pubbliche loro attribuite. – Invero nella prospettiva della legge delega per il federalismo, attuativa del dettato costituzionale, i fondi perequativi dovevano mantenere una vocazione solidarista ed una natura chiaramente verticale, nel senso che lo Stato era chiamato a perequare destinando i suoi tributi ad alimentare i fondi…I tagli lineari al FSC, i quali hanno riguardato la sola componente statale, hanno nella sostanza azzerato il contributo dello Stato al Fondo stesso, avente, nelle intenzioni del legislatore costituzionale carattere perequativo. – Il Fondo, pertanto, a causa degli interventi legislativi descritti, ha assunto natura “orizzontale” essendo sostanzialmente finanziato con risorse degli stessi Enti locali che, invece, avrebbero dovuto esserne i beneficiari” (dalla relazione CAL Liguria legislatura regionale 2015-20 – Allegato 4 pag. 30).

Il fatto che queste argomentazioni riecheggino, seppur con un certo ritardo, anche nelle posizioni di Comuni del Nord non può che essere positivo.

Chi segue queste vicende, ricorderà che la mancata/insufficiente perequazione da parte dello Stato è stata affrontata già qualche anno fa (2018) nel noto volume “Zero al Sud” in cui vengono esposti dettagliatamente i riflessi particolarmente negativi di questa situazione al Meridione e  noi pensiamo che anche questi aspetti vadano affrontati ora che in prossimità della tornata elettorale amministrativa le varie forze politiche governative si sono accorte…”all’improvviso”…che occorrono provvedimenti normativi “taglia-debito” per i Comuni in situazione di criticità finanziaria.

In altri termini, se non si vogliono prendere altri provvedimenti-tampone, ma intervenire in maniera strutturale oltre che sul debito occorre intervenire sui meccanismi di finanziamento degli EE.LL. dove un corretto uso della leva perequativa ha sicuramente la sua importanza.

Il vero problema sarà capire se in regime liberista sarà possibile realizzare tale obiettivo senza allargare con decisione e non temporaneamente tenaglie come i tetti di spesa e il “pareggio di bilancio”.

Comunque sarà importante capire quale orientamento prenderà il giudice della costituzionalità delle leggi che, prima di decidere sul ricorso, ha chiesto al Ragioniere Generale dello Stato, all’IFEL e al Presidente della Corte dei conti di stendere delle specifiche relazioni in cui chiarire  se i citati  tagli sulla quota ristorativa IMU-TASI e sul Fondo di solidarietà comunale siano stati soggetti “a verifica di sostenibilità in relazione al fabbisogno degli EE.LL. per l’esercizio delle funzioni loro attribuite”.

La Camera di Consiglio in cui la Corte deciderà sulla base delle richiamate relazioni si terrà il 24 giugno, gli esiti, quindi,  saranno da valutare con attenzione e se si apriranno degli spiragli farne anche oggetto di mobilitazione.

Naturalmente cercheremo di ritornare sull’argomento fornendo i dovuti aggiornamenti.