Pino Aprile: “Tu non sai quanto è ingiusto questo Paese”

Infatti, sulla base di accurate fonti critiche, tra le quali le ricerche del Forum Diseguaglianze Diversità e della Svimez, gli studi di Thomas Piketty e Maurizio Franzini, lo scrittore pugliese mostra come l’Italia sia il Paese più ingiusto di Europa non solo nei confronti dei meridionali, ma anche nei confronti degli abitanti dei comuni delle zone interne e delle periferie, dei poveri, degli studenti, delle donne e dei disabili, ai quali, dopo che sono stati “negati” i diritti, vengono imputate le “colpe” delle loro condizioni di vita.

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In concomitanza con la mobilitazione contro la “secessione dei ricchi” – “secessione” tramite la quale, in realtà, ancora oggi, si punta alla definitiva istituzionalizzazione della funzione del Sud come colonia estrattiva interna a tutto vantaggio del solo sistema Nord –, i contributi offerti al dibattito pubblico hanno posto l’accento soprattutto sulla questione del solo divario territoriale, evidenziandone gli aspetti sociali, economici, politici, culturali e civili.

Ora, insieme, tra gli altri, al saggio dell’economista pugliese Gianfranco Viesti, Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno, dal XX al XXI secolo, l’ultimo libro del giornalista e scrittore meridionale e meridionalista Pino Aprile, Tu non sai quanto è ingiusto questo Paese. Perché l’Italia è la nazione più iniqua e feroce d’Europa, offre un contributo fondamentale affinché la “nuova questione meridionale” possa essere inquadrata e compresa criticamente nella più ampia cornice delle politiche liberiste che nel corso degli ultimi decenni hanno alimentato ed acuito non solo il dualismo Nord/Sud, ma anche le diseguaglianze territoriali tra aree interne ed aree urbane, tra centri e periferie, le diseguaglianze sociali, generazionali, culturali, di genere e nei confronti dei disabili.

Infatti, sulla base di accurate fonti critiche, tra le quali le ricerche del Forum Diseguaglianze Diversità e della Svimez, gli studi di Thomas Piketty e Maurizio Franzini, lo scrittore pugliese mostra come l’Italia sia il Paese più ingiusto di Europa non solo nei confronti dei meridionali, ma anche nei confronti degli abitanti dei comuni delle zone interne e delle periferie, dei poveri, degli studenti, delle donne e dei disabili, ai quali, dopo che sono stati “negati” i diritti, vengono imputate le “colpe” delle loro condizioni di vita.  

Oggi, osserva Aprile, “la condizione peggiore per un cittadino europeo,– è essere di nazionalità italiana, meridionale, donna, giovane, disoccupata, single e madre, la ‘colpa’ è di chi ha il problema”.

Rispetto all’“onda della diseguaglianza” con il suo portato di violenze, Aprile oppone l’esigenza di schierarsi a favore della lotta per il “valore universale” dell’equità, dando precedenza a chi “ha fame” e poi a chi “è sazio”.