Il Roberto Napoletano pensiero: il Sud azzoppato taccia e pedali e se fallisce la colpa sarà sempre e solo la sua.

In questo modo, Napoletano occulta il disegno strategico del Governo di presunta “unità nazionale” di continuare a portare l'acqua, la farina e tutto il resto al mulino della presunta “locomotiva” Nord, per poi fare ricadere la responsabilità del mancato sviluppo del Sud solo ed esclusivamente sulle sue classi dirigenti. Per la serie, il Sud azzoppato taccia e pedali e se fallisce la colpa sarà sempre e solo la sua.

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Da quando Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata all’Università di Bari, ha smascherato la propaganda del Governo Draghi sulla destinazione al Sud del 40% delle risorse territorializzabili del Pnrr, mostrando, in realtà, che si tratta di un ben misero 16% effettivo, circa 35 miliardi di euro su 200 miliardi e passa complessivi (“Il Mattino”, 6 luglio 2021), il direttore del “Quotidiano del Sud”, Roberto Napoletano, non perde occasione per attaccare quello che lui stesso ha definito il “meridionalismo della cattedra”.

Secondo Napoletano, questi, insieme a “capipopolo” da lui non meglio specificati, sarebbe reo di alimentare la “lamentazione che condanna il Mezzogiorno all’arretratezza e al mancato riscatto”, ossia, il “rivendicazionismo senza qualità” e “senza merito” (“il Quotidiano del Sud”, 25 luglio 2021).

Compito del Sud, sempre secondo Napoletano, sarebbe quello di fare appello al proprio “orgoglio”, in quanto, dato che i soldi ci sono, ora dipenderà soltanto dalle sue “classi dirigenti” e dal suo “capitale umano” se il Mezzogiorno si svilupperà o meno.

Così facendo, Napoletano cade in contraddizione con gli esiti dell’“operazione verità” sulla ripartizione dei conti pubblici territoriali, da lui stesso promossa ed appoggiata. Esiti che hanno mostrato come il Sud sia stato azzoppato, se non ferito mortalmente, nel corso degli ultimi venti anni circa. Là dove per azzoppato si fa riferimento anche ai tagli draconiani al turnover delle amministrazioni meridionali, che in alcuni casi non hanno neanche il personale sufficiente per garantire il rinnovo delle carte d’identità in tempi brevi.

Insomma, Napoletano prima ha contribuito a dimostrare che il Sud è stato reso zoppo e poi chiede allo stesso zoppo di correre, di darsi da “fare”, di non lamentarsi per i reiterati “scippi” di risorse, diritti ed opportunità di sviluppo subiti nel corso degli ultimi decenni.

In questo modo, Napoletano occulta il disegno strategico del Governo di presunta “unità nazionale” di continuare a portare l’acqua, la farina e tutto il resto al mulino della presunta “locomotiva” Nord, per poi fare ricadere la responsabilità del mancato sviluppo del Sud solo ed esclusivamente sulle sue classi dirigenti. Per la serie, il Sud azzoppato taccia e pedali e se fallisce la colpa sarà sempre e solo la sua.