Giù la maschera! Il M5S di Conte entra a far parte del Grande Partito Trasversale del Nord. Il Sud sedotto ed abbandonato

Al di là delle menzogne ideologiche che caratterizzano la sua “letterina” di scuse ai poteri forti del Nord per avere dato l’“immagine di una forza politica prevalentemente concentrata a recuperare il divario che il Meridione soffre rispetto al resto dell’Italia”, finalmente il M5S e lo stesso Conte hanno gettato la maschera e date le loro premesse, la centralità della “questione settentrionale”, di fatto, iscrivendosi nel Grande Partito Trasversale del Nord, intendono alimentare ulteriormente i processi di impoverimento e desertificazione sociale, economica, demografica, civile e culturale di un Sud sempre più sedotto ed abbandonato.

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Come certificato dai principali organi contabili della Repubblica italiana – Corte dei Conti, Conti Pubblici Territoriali, Ragioneria generale dello Stato –, dai centri statistici e dai centri di ricerca socio-economica – ISTAT, EUROSTAT, Svimez, Eurispes –, almeno a partire dal 2000, a Costituzione del tutto rovesciata, ai cittadini del Sud Italia vengono scippati circa 60 miliardi di euro di spessa pubblica complessiva l’anno e secondo il neo-presidente del Movimento 5 Stelle (M5S) Giuseppe Conte la priorità del suo partito deve diventare quella di fare ripartire la “locomotiva” Nord proprio per garantire lo “sviluppo del Sud”, e non già quella di perequare la spesa pubblica ordinaria.

Nel corso degli ultimi venti anni, proprio in ossequio alla teoria etno-liberista della “locomotiva” Nord, verso il Sud sono “sgocciolati” e continuano a “sgocciolare” diritti negati e limitati – asili nido, tempo pieno a scuola, ospedali, medici, assistenti sociali, trasporti, etc. – e il foggiano Conte dichiara sul “Corriere della Sera” di volere dedicare “particolare attenzione a tutta la questione settentrionale”, e non già di garantire l’uguaglianza formale e sostanziale nella fruizione dei diritti.

Sempre nel corso degli ultimi due decenni, in ossequio alla centralità della presunta “questione settentrionale”, non solo si è acuito lo storico divario tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale, ma lo stesso intero sistema Paese è entrato in stagnazione, le regioni del Centro Italia si sono impoverite e quelle del Nord sono arretrate rispetto all’Europa e Conte, riecheggiando le posizioni del liberista bocconiano Guido Enrico Tabellini, ciancia di leggi speciali per Milano, la città che in realtà tutto vuole e nulla restituisce.

Al di là delle menzogne ideologiche che caratterizzano la sua “letterina” di scuse ai poteri forti del Nord per avere dato l’“immagine di una forza politica prevalentemente concentrata a recuperare il divario che il Meridione soffre rispetto al resto dell’Italia”, finalmente il M5S e lo stesso Conte hanno gettato la maschera e date le loro premesse, la centralità della “questione settentrionale”, di fatto, iscrivendosi nel Grande Partito Trasversale del Nord, intendono alimentare ulteriormente i processi di impoverimento e desertificazione sociale, economica, demografica, civile e culturale di un Sud sempre più sedotto ed abbandonato.