Sud ingannato e fregato, scambio Lep/Autonomia differenziata. L’economista Busetta: “No ai Lep. Sì alla spesa pro-capite”

Complice un sistema mediatico asservito ed acquiescente nei confronti dei poteri forti del Nord, a danno dei 21 milioni di cittadini meridionali il Governo dei “migliori” sta preparando uno dei più subdoli e pericolosi inganni che la storia di questo Paese abbia mai conosciuto: spacciare per perequazione territoriale l’istituzionalizzazione del divario tra le due Italie.

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Complice un sistema mediatico asservito ed acquiescente nei confronti dei poteri forti del Nord, a danno dei 21 milioni di cittadini meridionali il Governo dei “migliori” sta preparando uno dei più subdoli e pericolosi inganni che la storia di questo Paese abbia mai conosciuto: spacciare per perequazione territoriale l’istituzionalizzazione del divario tra le due Italie.  

Infatti, mentre la Ministra per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna da Salerno solennemente proclama: “La definizione dei Lep è la madre di tutte le battaglie per il Sud”, sempre la stessa Ministra tace del tutto sul fatto che il Governo a trazione nordica di cui fa parte sta per approvare il disegno legge sull’autonomia differenziata inserito subdolamente nella Legge di stabilità.

Accende i riflettori su una perequazione circoscritta ad alcuni diritti, come quelli relativi agli asili nido, e, comunque, al di là da venire nel tempo, e li spegne sullo scippo di risorse ordinarie che il sistema-Nord si appresta a compiere a danno del Sud tramite il riconoscimento del presunto diritto dei ricchi ad essere sempre più ricchi.

Tra le poche voci che hanno posto l’accento sul pericolo di questo scambio al ribasso per i diritti dei cittadini meridionali, scambio spacciato per perequazione, – definizione dei livelli essenziali di prestazione (Lep) in cambio dell’autonomia differenziata – spicca quella dell’economista siciliano Pietro Massimo Busetta, che, sulla base dell’articolo 3 del dettato costituzionale, osserva: “Se nasco a Reggio Emilia o a Reggio Calabria il diritto ad avere degli asili nido è uguale. Non che vi siano dei livelli essenziali in alcune parti e invece dei livelli privilegiati in altri”.

In altri termini, come ha più volte evidenziato il costituzionalista emerito della “Federico II” Massimo Villone, è molto probabile che su una scala da 1 a 10 i Lep vengano declinati come livelli minimi di prestazione e non come livelli fondamentali di prestazione e spesso la Ministra salernitana li ha definiti come tali, ossia “minimi”.

La qualcosa renderebbero un po’ meno diseguali le diseguaglianze territoriali a tutto vantaggio del sistema Nord, che, al netto di quanto dovuto al Sud sulla base dei Lep, vedrebbero riconosciuto grazie all’autonomia differenziata il principio a trattenere e ad amministrare le risorse prodotte sul suo territorio.

Che fare? Come contrastare questo possibile scambio al ribasso che istituzionalizzerebbe in modo definitivo i divari territoriali di cittadinanza, limitandosi al riconoscimento del solito “piatto di lenticchie” per i cittadini meridionali? Su quale principio fare leva per la piena attuazione dell’articolo 3 della Costituzione?

La risposta di Busetta è chiara ed inequivocabile: “Ed allora quello che si deve chiedere non sono i livelli essenziali per alcuni, ma stessa spesa pro-capite in qualunque parte del territorio ed in qualunque settore dell’attività dello Stato”. Insomma, attenzione ai “lupi” che si travestono da “pecore”.