Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala pronto a ‘divorare’ ancora altre risorse ed altri diritti dei meridionali

D’Altronde, cosa c’era da aspettarsi da un proto-leghista travestito da “democratico progressista”? Cosa c’era da aspettarsi da uno degli esponenti più autorevoli del Nord vorace e predatorio, che si appresta ad ottenere anche l’autonomia differenziata con la quale si intende porre definitivamente termine alla questione meridionale per desertificazione indotta?

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Nell’intervenire alla tappa milanese di “Italia Domani – Dialoghi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza”, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha testualmente dichiarato: “È chiaro che il Paese deve risolvere il tema del Sud. Questa è una grande opportunità. Io non contesto per niente l’idea che il 40% dei fondi vada al Sud, ma noi siamo pronti a fare la nostra parte, qualora ci sia capienza”.

A parte il fatto che il Sud non è semplicemente un “tema”, un argomento di cui discettare, ma è “la questione” mai risolta dell’unificazione sostanziale del Paese non solo dal punto di vista politico, ma anche sociale, economico e civile, a prescindere dal fatto che, criteri di ripartizione europea alla mano, il 40% dei 191,5miliardi di euro del Pnrr destinati alle regioni meridionali già di per sé costituiscono lo scippo del 65% degli stessi finanziamenti ad esse destinate, l’affermazione di Sala è scandalosa, in quanto, pur essendo consapevole delle difficoltà in cui versano le amministrazioni meridionali dissanguate dalla “leva di porco” della spesa storica a tutto vantaggio di quelle del Nord, alla stregua di uno ‘sciacallo’, il Sindaco di candida a drenare a favore del capoluogo meneghino le risorse che l’Europa ha dato all’Italia per colmarne lo storico e mai risolto divario territoriale.

Di fatto, invece di porsi il problema di come garantire l’uguaglianza della fruizione dei diritti dal Nord al Sud di un Paese già “diviso e diseguale”, Sala si dice disponibile ad approfittare delle difficoltà delle amministrazioni meridionali per penalizzarne ulteriormente le comunità, saccheggiandone non solo le risorse pubbliche ordinarie, ma anche quelle aggiuntive.

D’Altronde, cosa c’era da aspettarsi da un proto-leghista travestito da “democratico progressista”? Cosa c’era da aspettarsi da uno degli esponenti più autorevoli del Nord vorace e predatorio, che si appresta ad ottenere anche l’autonomia differenziata con la quale si intende porre definitivamente termine alla questione meridionale per desertificazione indotta?