La retorica di Draghi sulla lotta alle diseguaglianze cela i nuovi scippi al Sud, e non solo al Sud

Come se tutto ciò non bastasse, la recente approvazione del disegno legge in “bianco” sull’autonomia differenziata, inserita di soppiatto da una manina complice nell’ultima Legge di Bilancio, aggiunge un’altra tessera al disegno che mira ad istituzionalizzare le diseguaglianze proprio a partire dal divario sociale, economico e civile che ancora oggi divide le regioni settentrionali da quelle meridionali.

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Il Presidente del Consiglio Mario Draghi dice no alla didattica a distanza, perché, afferma, “Il ricorso generalizzato a essa, prevista in caso di emergenze drammatiche, produce diseguaglianze fra studenti, fra Nord e Sud, i cui effetti si ripercuoteranno su tutta la futura vita lavorativa di questi ragazzi”.

Tutto vero. Peccato, però, che il Governo presieduto dallo stesso Draghi, quando si tratta di ripartire i “pani” e i “pesci” sia della spesa pubblica complessiva ordinaria sia i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, alimenti proprio le diseguaglianze sociali, economiche e territoriali, soprattutto, ma non solo, quelle relative allo storico divario tra l’Italia del Nord e quella del Sud.

Nel primo caso, grazie alla recente Legge di Bilancio, reitera il “piede di porco” della spesa storica, sulla cui base i diritti dei ricchi divengono sempre più privilegi a tutto discapito dei diritti dei poveri, che, di fatto, invece, vengono sempre più limitati se non addirittura azzerati.

Nel secondo caso, invece, o le risorse sono ripartite a “caso”, a questo proposito si veda il “bando lotteria” per le mense scolastiche, o si escogitano i peggiori trucchi contabili pur di inasprire i divari di cittadinanza tra il Nord e il Sud di un Paese sempre più diviso e diseguale, come quando, ad esempio, si assegnano i finanziamenti per gli asili nido a Milano togliendoli a Venafro, o come quando si finanzia sempre la costruzione di nuovi asili nido dando per scontato il crollo demografico del Sud entro il 2035, invece di invertire la rotta, coerentemente a quanto previsto dal Recovery plan.

Come se tutto ciò non bastasse, la recente approvazione del disegno legge in “bianco” sull’autonomia differenziata, inserita di soppiatto da una manina complice nell’ultima Legge di Bilancio, aggiunge un’altra tessera al disegno che mira ad istituzionalizzare le diseguaglianze proprio a partire dal divario sociale, economico e civile che ancora oggi divide le regioni settentrionali da quelle meridionali.