Pnrr, l’ingordigia del PUN. Dopo Sala anche Molinari vuole scippare gli asili nido al Sud per darli al Nord

Oramai è chiaro. Il punto ineludibile per la liberazione degli oppressi della storica colonia estrattiva interna Sud è soltanto uno: dare loro un’adeguata rappresentanza politica. Ciò è quanto si appresta a fare il Laboratorio per la riscossa del Sud, che, proprio di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale per istituire “comunità ribelli” che lottino col “cappello in testa”.

0
246

La scelta del tutto iniqua e perversa, in perfetto stile etno-liberista, di fare gareggiare alle stesse olimpiadi atleti sani contro atleti che sono stati azzoppati di proposito sta dando i suoi frutti. Ovviamente, li sta dando per gli atleti sani, a cui non solo piace vincere facile, ma a cui piace anche “bullizzare” gli avversari, etichettandoli come i soliti incapaci.

Fuori metafora, ciò è quanto sta avvenendo in Italia tra i suoi territori del Nord, gli atleti sani, e quelli del Sud, gli atleti azzoppati, che devono gareggiare tra loro per accedere ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Un Piano che di “nazionale” ha soltanto il nome, in quanto il trucchetto di fare partecipare alla stessa gara “atleti sani” ed “atleti azzoppati” mira chiaramente ad allocare la stragrande maggioranza dei circa 200miliardi di euro del Pnrr al Centro-Nord, per lasciare i soliti quattro “spiccioli” ai cittadini del Sud, i cui bisogni ed i cui diritti, grazie anche alla complicità delle loro classi estrattive locali sempre pronte a vendersi per il classico “piatto di lenticchie”, sono stati già ampiamente disattesi, limitati ed azzerati dalle politiche discriminatorie di uno Stato classista, razzista e coloniale.

Dopo la proposta del Sindaco del Comune di  Milano, il “progressista”, si fa per dire, Giuseppe Sala, ecco che, nell’ottica del Partito Unico del Nord, segue quella del capogruppo della Lega-Salvini (Nord), Riccardo Molinari, che, in occasione del Question Time tenutosi ieri presso la Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei deputati, ha detto a chiare lettere che se il Mezzogiorno non ha progetti per gli asili nido tanto vale dare le risorse a chi di progetti ne ha in abbondanza, ossia ai Comuni del Nord.

Oramai è chiaro. Il punto ineludibile per la liberazione degli oppressi della storica colonia estrattiva interna Sud è soltanto uno: dare loro un’adeguata rappresentanza politica. Ciò è quanto si appresta a fare il Laboratorio per la riscossa del Sud, che, proprio di recente, ha lanciato un appello a tutte le forze meridionali e meridionaliste di orientamento progressista e radicale per l’istituzione di “comunità ribelli” che lottino col “cappello in testa”.