Ingordo Nord, vuole tutto: Pnrr, autonomia differenziata, soldi per i Comuni

Urge quanto prima dare voce a chi non ha voce. Urge quanto prima, come ha evidenziato Lab-Sud, istituire a livello territoriale quelle “comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la dignità, i bisogni ed i diritti calpestati e disattesi di 20milioni di cittadini abbandonati al loro destino di marginalità e sottosviluppo anche dalle “classi estrattive locali”, sempre pronte a vendere se stesse ed a svendere le loro comunità per il classico “piatto di lenticchie”.

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Più si acuisce la crisi economica e finanziaria legata alla guerra russo-ucraina, più aumentano le probabilità che in Italia a pagarla sia la sua “colonia estrattiva interna”: il Sud, da sempre dipinto come la “palla al piede” del Paese.

Infatti, come denuncia sul suo profilo facebook personale il Presidente del Partito del Sud Natale Cuccurese, le varie anime del Partito Unico del Nord battono cassa.

Il “doge” veneto Luca Zaia vorrebbe mettere le mani sul grosso dei circa 200miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il “duca” di Milano Giuseppe Sala frigna come un bambino e richiede al Governo la modica cifra di 200milioni di euro. Infine, il “satrapo” emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini fa pressioni affinché si chiuda quanto prima la partita della “secessione dei ricchi”.

Se la presunta “locomotiva” Nord di matrice etno-liberista è ampiamente rappresentata sia a livello locale che nazionale, la “carrozza” Sud, di contro, tranne rare ma meritevoli voci che siedono anche in Parlamento, è letteralmente senza rappresentanza.

Urge quanto prima dare voce a chi non ha voce. Urge quanto prima, come ha evidenziato Lab-Sud, istituire a livello territoriale quelle “comunità ribelli” che lottino con il “cappello in testa” per la dignità, i bisogni ed i diritti calpestati e disattesi di 20milioni di cittadini abbandonati al loro destino di marginalità e sottosviluppo anche dalle “classi estrattive locali”, sempre pronte a vendere se stesse ed a svendere le loro comunità per il classico “piatto di lenticchie”.