Pnrr, l’asse Lega-Pd sottrae ingenti risorse al Sud. Occorre creare “comunità ribelli” affinché il “Meridione non sia più terra di conquista e sfruttamento”

Il Governo Draghi, considerato dai media di “regime” come il Governo dei “migliori”, visto attraverso gli occhi dei “vinti” del Sud, è il “peggiore” dei Governi possibili sia perché continua a perpetrarne le politiche di spoliazione, sia perché ne intende istituzionalizzare la condizione subalterna di “colonia estrattiva interna” attraverso l’attuazione del regionalismo differenziato voluto dalle Regioni leghiste Veneto e Lombardia e da quella a guida dem Emilia-Romagna.

0
490

Considerato dai media di “regime” come il Governo dei “migliori”, invece, visto attraverso gli occhi dei “vinti” del Sud, il Governo Draghi è il “peggiore” dei Governi possibili sia perché continua a perpetrare le politiche di spoliazione del Mezzogiorno, sia perché ne intende istituzionalizzare la condizione subalterna di “colonia estrattiva interna” attraverso l’attuazione del regionalismo differenziato voluto dalle Regioni leghiste Veneto e Lombardia e da quella a guida dem Emilia-Romagna.

Inoltre, sempre visto da Sud, è il “peggiore” dei Governi possibili perché riunisce nel suo seno le diverse anime del Partito Unico del Nord: Lega, Partito democratico, Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

Non a caso, come ha evidenziato Marco Esposito (Il Mattino, 22 marzo), tra i Ministeri che ad oggi hanno riservato al Sud una percentuale di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di gran lunga inferiore rispetto all’obiettivo minimo del 40% sbandierato ai quattro venti dallo stesso Governo dei “peggiori”, ci sono quelli dello Sviluppo economico (24,8%), guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti, del Turismo (35%), presieduto dal leghista Massimo Garavaglia, del Lavoro (13%) affidato al dem Andrea Orlando, ed infine quello per la Transizione ecologica (32%), guidato dal “tecnico” Roberto Cingolani di area “grillina”.

Un’ulteriore conferma che il Mezzogiorno è senza rappresentanza e che questa, come ha proposto il Laboratorio di riscossa per il Sud, va costruita sulla base della creazione di “comunità ribelli” capaci di lottare con il “cappello in testa” affinché il “Meridione non sia più terra di conquista e sfruttamento”.