Autonomia differenziata e spesa storica al Nord, tanti zeri o quasi al Sud. E i Governatori meridionali tacciono

Altro che Governo di “unità nazionale”, questo è il Governo dello sfascio nazionale, da consumarsi, ovviamente, ai danni dei 21 milioni di cittadini meridionali i cui diritti al lavoro, alla salute, all’istruzione ed ai trasporti verranno sempre più limitati, compressi ed azzerati grazie anche al silenzio complice delle loro classi estrattive locali, che, come al solito, sono sempre pronte a svendere le loro comunità in cambio del classico “piatto di lenticchie”.

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Come ha annunciato vittoriosamente il “Corriere del Veneto”, il Governo di sedicente “unità nazionale” si appresta a varare il disegno legge sull’autonomia differenziata eliminando ogni riferimento ai livelli essenziali delle prestazione (Lep). Ancora una volta, il criterio principe sulla cui base saranno ridistribuiti i “pani” ed i “pesci” a livello territoriale sarà la “leva di porco” della spesa storica, che, alla stregua di un Robin Hood alla rovescia, toglie ai poveri del Sud per dare ai ricchi del Nord.

Altro che Governo di “unità nazionale”, questo è il Governo dello sfascio nazionale, da consumarsi, ovviamente, ai danni dei 21 milioni di cittadini meridionali i cui diritti al lavoro, alla salute, all’istruzione ed ai trasporti verranno sempre più limitati, compressi ed azzerati grazie anche al silenzio complice delle loro classi estrattive locali, che, come al solito, sono sempre pronte a svendere le loro comunità in cambio del classico “piatto di lenticchie”.