La contraddizione del Governo dei “migliori”: Carfagna promette la perequazione territoriale, Giorgetti assegnò gli zeri al Sud

L’attuale Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, è credibile o meno quando pone l’esigenza di porre rimedio alla questione meridionale? Ci si può fidare di lei o no quando garantisce che si impegnerà, tra l’altro, per la formulazione dei livelli essenziali di prestazione (Lep), in modo tale da garantire l’uguale fruizione dei diritti di cittadinanza al di là del proprio CAP di residenza, per cui, sulla base del “piede di porco” della spesa storica, se vivi in Calabria ti assegnano in media circa 16 euro l’anno per spesa pro-capite in attrezzature sanitarie, ma se vivi a Bolzano di euro te ne danno circa 184?

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L’attuale Ministro per il Sud e la coesione territoriale, Mara Carfagna, è credibile o meno quando pone l’esigenza di porre rimedio alla questione meridionale? Ci si può fidare di lei o no quando garantisce che si impegnerà, tra l’altro, per la formulazione dei livelli essenziali di prestazione (Lep), in modo tale da garantire l’uguale fruizione dei diritti di cittadinanza al di là del proprio CAP di residenza, per cui, sulla base del “piede di porco” della spesa storica, se vivi in Calabria ti assegnano in media circa 16 euro l’anno per spesa pro-capite in attrezzature sanitarie, ma se vivi a Bolzano di euro te ne danno circa 184?

Ebbene, per precise ragioni legate sia al modo in cui è maturata la sua nomina istituzionale, sia alla sua biografia politica, sia alla stridente contraddizione tra quanto lei dichiara in favore del riequilibrio Nord-Sud e le posizioni antimeridionaliste di molti dei suoi componenti, in primis, il varesotto, bocconiano e leghista Giancarlo Giorgetti, che ricopre la carica di Ministro dello Sviluppo Economico, sembrerebbe proprio che non ci possa affatto fidare della Carfagna, il cui compito politico precipuo, invece, consterebbe nell’illudere il Sud circa la volontà perequativa dell’attuale Governo Draghi, che, invece, perseguirebbe a tutto spiano il solito e fallimentare disegno strategico etno-liberista della locomotiva Nord: sempre di più al “virtuoso” sistema Nord e sempre di meno al “corrotto”, “inefficiente” e “criminale” sistema Sud.

Innanzitutto, stando a quanto riportato da alcuni giornali (Il Foglio, 13 febbraio 2021), sembra che la nomina della Carfagna al Ministero per il Sud sia il frutto di un compromesso al ribasso per il Mezzogiorno tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che, per lo stesso dicastero aveva suggerito la nomina di uno tra due autorevolissimi studiosi della nuova questione meridionale, quelli del Presidente della Svimez, Adriano Giannola, e quello del docente universitario di Economia Gianfranco Viesti. Bocciati da Draghi, che evidentemente non ne condivide le analisi sul Mezzogiorno, pur di non fare abrogare il Ministero per il Sud, Mattarella avrebbe accettato la nomina di Mara Carfagna.

Ragioni di merito. Nonostante la sua preparazione, che, obiettivamente, le va riconosciuta, non solo la biografia politica della Ministra Carfagna non si caratterizza affatto per il suo impegno meridionalistico, ma è anche del tutto organica ad un partito, Forza Italia, che non solo ha la sua testa al Nord, ma che si caratterizza anche per la gestione clientelare del consenso. Clientelismo alimentato dalle politiche di sottosviluppo del Sud. La qualcosa implica che se la Carfagna dovesse contribuire a risolvere la questione meridionale non solo si scaverebbe la terra sotto i suoi piedi ma la scaverebbe anche sotto i piedi del suo Partito. È credibile tutto ciò? Possono i lupi trasformarsi in cani pastore ed invece di sbranare gli agnellini prendersene cura? 

Ma andiamo avanti. Dando per scontate le buone intenzioni della Carfagna, neomeridionalista folgorata sulla strada di Damasco, le sue dichiarazioni sbandierate mezzo stampa a favore della perequazione della spesa sociale ed infrastrutturale tra il Nord e il Sud oggetto, udite, udite, testuali parole della Ministra, di una vera e propria “discriminazione di residenza” (Corriere della Sera, 1 marzo 2021) che rasenta il “razzismo” (Corriere della Sera, 1 marzo 2021) sono, in realtà, in stridente contrasto con l’impostazione nord-centrica dell’intera compagine governativa denunciata persino da uno dei maggiori quotidiani italiani, la Repubblica (26 febbraio 2021), che di certo non può essere sospettato di “simpatie” meridionaliste.  

Un solo esempio tra gli altri. Come pensa la neo-ministra di attuare i Lep per porre termine alle “discriminazioni di residenza” quando il suo collega di Governo, Giancarlo Giorgetti, non solo nel 2015, in qualità di Presidente della Bicamerale sul Federalismo fiscale, non attuò i Lep, ma addirittura fece secretare i verbali che determinarono l’assegnazione di tanti zeri al Sud in nome della discriminazione etnico-territoriale?

Dati questi limiti e queste contraddizioni, sembra proprio che il ruolo politico della Carfagna consista nell’illudere il Sud circa la volontà del Governo Draghi di attuare politiche perequative.

Le forze migliori del Sud continuino a vigilare, a denunciare e si preparino alla mobilitazione civile. Se non ora, quando?