I Sindaci Di “Recovery Sud” In Piazza Il 25 Aprile A Napoli

I sindaci e le Amministrazioni Comunali promotori del manifesto “Recovery Sud” scenderanno in piazza il 25 Aprile a Napoli per una nuova Resistenza. Appuntamento alle ore 12 a Piazza Plebiscito.

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Prosegue la mobilitazione animata da centinaia di amministratori locali del Mezzogiorno, insieme a centri di ricerca, università, associazioni, organi di informazione, comitati e movimenti meridionalisti, per rivendicare la giusta distribuzione dei fondi del Recovery Plan europeo.
La richiesta è che alle regioni meridionali venga destinato il 68% dei fondi stanziati per l’Italia come affermano gli stessi criteri scelti dall’Unione, che ha assegnato all’Italia 209 miliardi proprio in base alle condizioni socio-economiche del Mezzogiorno, scegliendo 3 parametri: popolazione, Pil pro-capite, tasso di disoccupazione.

Dopo aver scritto una lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ed al Presidente del Consiglio Mario Draghi, e dopo essersi rivolti direttamente alla Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, per i “500 sindaci” è arrivato il momento di scendere in piazza.
Per farlo si è scelta la data del 25 Aprile, simbolicamente molto importante nella storia del paese, e la città di Napoli.

La scelta nasce dalla necessità di alzare il livello della mobilitazione, a maggior ragione dopo le ultime dichiarazioni del ministro Carfagna: “È vero che un anno fa, quando l’Europa varò l’operazione del Next Generation Eu, la suddivisione dei fondi tra gli Stati fu decisa in base a un algoritmo che valorizzava i dati del Pil, del numero degli abitanti e della disoccupazione. È vero che quel principio, se fosse stato adottato a livello nazionale per dividere i fondi tra Nord e Sud, avrebbe premiato il Sud con una quota superiore al 60%. Ma questo non è successo. L’esecutivo dell’epoca ha scartato l’idea e ha costruito diversamente l’impalcatura del Recovery Plan sulla quale tutti noi, successivamente, abbiamo dovuto lavorare”.
Al di là di un goffo scaricabarile nei confronti del Governo precedente, mentre è ben noto che l’attuale esecutivo avrebbe potuto correggere il tiro, il Ministro in questo modo ha esplicitamente ammesso che l’Unione Europea ha stanziato 209 miliardi vista la condizione economica e sociale del Mezzogiorno, mentre lo Stato italiano, una volta ottenuti i finanziamenti ha cambiato i criteri adottati dall’Unione in modo da sottrarre quasi 60 miliardi al Sud: dal 68% (142,12 miliardi) si scende al 40% (83,6 miliardi).

La rete “Il Sud Conta”, insieme ad altre associazione e movimenti meridionalisti, appoggia fin da principio la mobilitazione dei sindaci di “Recovery Sud” e sarà presente alla manifestazione del 25 Aprile a Napoli.