Il lento saccheggio del PNRR ai danni del Mezzogiorno

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Ogni giorno esce qualche articolo che racconta come la quota del Pnrr per il sud si riduce sempre di più.
 
Un giorno gli asili, poi i treni, poi l’università…
È un processo lento, qualche mese fa la ministra Carfagna e il governo Lega, 5 stelle, Pd raccontavano che bisogna stare tranquilli “al sud andrà il 40%”.
 
“Ma non era il 70%?” Ribattevano sindaci e pochi altri.
“vabbè meglio di niente, però questa volta spendeteli bene” dicevano.
Però poi piano piano, togli qua tira li, anche il 40% è diventato un miraggio.
I soldi non sono ancora arrivati ma gli sciacalli si.
 
Si avventato sul corpo ancora caldo di un Mezzogiorno ormai stremato, dove nascono sempre meno bambini e dove ci sono sempre meno diritti.
Piano piano, poco alla volta, tanto si sa alla fine la colpa è dei meridionali.
Intanto 5 giorni fa, Ginevra di soli 2 anni è morta di malasanità, di carenza di ospedali. In Italia, in Calabria, in Europa, nel civile occidente.
A due anni dalla pandemia.
 
Con miliardi di euro spesi non si sa come.
Mentre massoneria, mafie e grandi multinazionali fanno soldi a palate, noi viviamo ancora nel paese in cui se nasci a Mesoraca (Crotone) hai un quarto dei diritti di chi nasce dal lato della sponda nord del Garigliano.
 
Mentre la politica si azzuffa tra sceicchi, banchieri e carte bollate, terzo mandato e democrazia taroccata, c’è chi vive con la speranza di non ammalarsi o scoprire una spesa imprevista in famiglia che potrebbe rovinarti la vita per sempre.