I “lupi” del Nord non diventeranno mai i “cani pastore” degli “agnelli” del Sud. Stop all’“accanimento pedagogico”

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Le dichiarazioni “fuori onda” del “magnifico duo lumbard” Fontana-Sala, esternazioni relative all’esigenza di fare “sistema” tra loro per ottenere, a tutto discapito del Sud e dell’intero sistema Paese, il grosso della torta dei circa 220 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono esemplificative della mentalità delle classi estrattive dominanti settentrionali, che, nel corso dell’ultimo trentennio, hanno dato il tono all’intera politica nazionale: sempre di più al “virtuoso” Nord e sempre di meno al “corrotto” Sud.

Ma sono anche esemplificative del fallimento di quella linea politico-culturale e pedagogico-civile che mira a persuadere le classi dominanti estrattive settentrionali che è nel loro interesse accendere il “secondo motore” del Paese, il Mezzogiorno, in un’ottica euro-mediterranea.

I “lupi” del Nord non potranno mai trasformarsi in “cani pastore” degli “agnelli” del Sud. I predatori non potranno mai prendersi cura delle loro prede. Gli oppressori non potranno mai essere coloro che liberano gli oppressi.

Sarebbe opportuno smetterla con questo “accanimento pedagogico”, per concentrare, invece, tempo, energie e risorse a far sì che gli “agnelli” della “colonia estrattiva interna” meridionale diventino gli artefici del loro riscatto.