abbiamo bisogno dI tE, per fermare la secessione dei ricchi!
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L’Appello

Hanno firmato l’appello:
  1. Gianni Minà, Giornalista.
  2. Sandro Ruotolo, Giornalista.
  3. Lello Arena, Attore.
  4. Pino Aprile, Giornalista e Scrittore.
  5. Antonio Capuano, Regista.
  6. Luca Persico , Musicista/Cantante.
  7. Maurizio Braucci, Scrittore/Sceneggiatore.
  8. Alex Zanotelli, Missionario.
  9. Gianfranco Gallo, attore.
  10. Mario Martone, Regista.
  11. Jorit Agoch, Street Artist.
  12. Paola Nugnes, Senatrice.
  13. Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli.
  14. Alessandra Clemente, Assessore Comune di Napoli.
  15. PierPaolo Leonardi, Segretario Generale USB.
  16. Diego Civitillo, Presidente X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta.
  17. Tiziana Terranova, Docente Università Orientale.
  18. Francesca Menna, Docente di Medicina Veterinaria – Uni. Federico II Napoli
  19. Adriana Pollice, Il Manifesto.
  20. Lucilla Parlato, Giornalista – Direttore identità insorgenti.
  21. Angelo Petrella, Scrittore.
  22. Domenico Ciruzzi, Avvocato – Presidente Fondazione Premio Napoli.
  23. Giuseppe Ferraro, Filosofo, docente di Filosofia Morale, Università di Napoli Federico II, responsabile scuola Filosofia Fuori Le mura.
  24. Pierandrea Amato, Docente filosofia Università di Messina.
  25. Francesco Caruso, Docente sociologia Universià di Catanzaro.
  26. Laura Bismuto, Consigliere Comunale Napoli.
  27. Loredana Macchietti, Produttore.
  28. Marco Esposito, Scrittore e Giornalista.
  29. Vincenzo De Vincenzo, Esecutivo Regionale Campania USB.
  30. Lanfranco Caminiti, Scrittore.
  31. Nicola Capone, Ricercatore Filosofia del Diritto Univ. di Fisciano.
  32. Dope One, Cantante.
  33. Drusiana Vetranogiornalista/vicedirettore identità Insorgenti, Luciano Troiano – giornalista/vicedirettore Identità insorgenti, Teresa Apicella, Viviana Trifari, Alberto Guarino, Valentina Castellano – social media manager, Monica Capezzuto, Sabrina Cozzolino, Aniello NapolanoRedazione Identità Insorgenti.
  34. Simona Sieno, archeologa, cooperativa E’ Pappece – Identità Insorgenti.
  35. Giovanni Grilli , Assessore X Municipalità Bagnoli Fuorigrotta.
  36. Caterina Nocella, Annalisa Mantellini, Gianluca Cavotti, Edvige Mariani, Massimo Minopoli, Consiglieri X Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta.
  37. Andrea de Goyzueta  attore e produttore teatrale.
  38. Vittorio Terracciano, Segretario Unione Mediterranea.
  39. Mauro Pinto, Ricercatore Università della Campania Luigi Vanvitelli.
  40. Giovanni Pagano, Portavoce Campania Lavoratori Apu -Usb
  41. Davide Secone, Giusy Rollin, Filippo Celano, Vincenzo Ezio LuccheseGruppo Consiliare Quarto Di Napoli/Un’Altra Città.
  42. Carlo Ziviello,Luigi Vecchione,Simona Napolitano,Guglielmo Gelormini,Paolo De RosaA Est dell’Equatore. 
  43. Flavia Sorrentino, Delega all’Autonomia della Città Di Napoli.
  44. Luigi Romano, Presidente Antigone Campania.

IL SUD CONTA!

 

Uniamo le nostre voci per denunciare i gravi pericoli dell’accordo sul Regionalismo Differenziato tra il Governo e le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
La mancata definizione degli stessi Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP) introdotti dall’articolo 117 della Riforma Costituzionale per garantire, almeno in teoria, la coesione sociale, le pari opportunità dei cittadini e la solidarietà tra i diversi territori del paese e la loro sostituzione con “standard territoriali differenziati” rappresenta non un percorso verso la valorizzazione delle autonomie ma un’Istituzionalizzazione delle disuguaglianze e delle discriminazioni in particolare nei confronti dei cittadini delle regioni meridionali.
Un dispositivo di cui abbiamo visto larghe anticipazioni in questi anni con la progressiva sottrazione di risorse al Meridione, con la violazione della stessa legge 18/2017 che prescrive trasferimenti di spesa pubblica proporzionali alla popolazione di riferimento e con la cancellazione di oltre la metà delle risorse dovute dal fondo di riequilibrio dei Comuni.
C’è preoccupazione tra i cittadini meridionali, e non solo, per la sottoscrizione di questo accordo di cui non si conosce ancora il contenuto. L’iter voluto dal precedente Governo e per ora confermato da quello attuale, prevede la possibilità che venga votato integralmente e senza emendamenti dal Parlamento e una volta approvato potrebbe essere ritirato solo col consenso delle Regioni che l’hanno sottoscritto.
Si configura così una lesione duratura alle relazioni democratiche e al futuro di intere comunità di donne e di uomini, in aperto contrasto con gli articoli secondo e terzo della Carta Costituzionale che affermano il fondamentale compito di riconoscere l’uguaglianza dei diritti per tutte e tutti e la rimozione degli ostacoli che si frappongono al pieno sviluppo della persona umana.
Nel già complesso sistema paese italiano, contraddistinto da profonde disuguaglianze sociali e territoriali, si rischia di andare definitivamente nella direzione di un modello di cittadinanza differenziata tra diverse aree del Paese.
Si affermerebbe il principio non delle autonomie ma delle piccole patrie e del razzismo che è frutto di un decadimento della cultura democratica e di una banalizzazione ideologica e interessata della storia d’Italia, del suo controverso processo post-unitario, delle eredità di un modello di sviluppo asimmetrico, dell’essere stato l’unico paese d’Europa la cui crescita si è costruita anche sulla migrazione interna di milioni di lavoratori.
Per questo facciamo appello:

• al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
• al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
• alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e
al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico
• a tutti i Deputati e i Senatori a partire da quanti sono stati eletti a rappresentare le circoscrizioni meridionali

Per bloccare la ratifica dell’accordo, attuare la definizione dei LEP e tutti gli strumenti di garanzia dalla discriminazione sociale e territoriale e permettere un reale confronto democratico in tutto il paese a partire dalla presa visione del contenuto del suddetto accordo da parte dell’opinione pubblica.

 Firma Anche tu!

Appello di
Admin

L’Evento

Il 9 marzo alle ore 16:00 presso il cinema Astra, in via Mezzocannone 109 Napoli, invitiamo tutti i firmatari dell’appello ad essere presenti per lanciare insieme i Comitati in difesa del sud contro il regionalismo dei ricchi.

DIFENDIAMO IL SUD!
Fermiamo la secessione dei ricchi

Un appello alle popolazioni di tutto il meridione

Le migliaia di firme raccolte in pochi giorni dall’appello “Il Sud Conta!”, le tante prese di parola e di denuncia con articoli di stampa e pubbliche conferenze, la prima manifestazione del 15 Febbraio 2019 sotto palazzo Montecitorio a Roma, dove le realtà civiche, associazioni e attivisti dei territori dell’area metropolitana di Napoli e l’Unione sindacale di Base hanno manifestato pubblicamente la loro contrarietà all’accordo sul regionalismo differenziato tra Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna con il governo italiano hanno rappresentato un forte campanello d’allarme ed una chiamata ad una diffusa mobilitazione.

L’attenzione plurale posta su questo provvedimento, che stava per essere approvato nel silenzio più totale ed escludendo, di fatto, il Parlamento da ogni dibattito e presa di posizione, ha costretto il Governo a rinviare la ratifica di tale accordo.
Il diffondersi di un sentimento di viva preoccupazione tra l’opinione pubblica ha imposto a tanti parlamentari eletti e residenti al Sud di manifestare le proprie perplessità nelle sedi istituzionali.
Le numerose denunce di contrarietà all’accordo hanno avuto l’effetto di far slittare, a data da destinarsi, la ratifica che doveva essere siglata il 15 febbraio scorso con le relative conseguenze antisociali a tutto campo.

Tale posticipazione è un primo risultato ma non deve fare abbassare la guardia e la mobilitazione.
La “road map” istituzionale e normativa per il raggiungimento dell’intesa tra il governo e le regioni sopracitate non è finita, non si conoscono i prossimi tempi della discussione istituzionale né li si vuole rendere pubblici.
Se tale provvedimento dovesse essere reso effettivo grave sarebbe lo sconvolgimento degli equilibri costituzionali del paese con forti conseguenze sulle finanze pubbliche tali da mettere in atto una vera e proprio secessione economica. Una discriminazione che si farà sentire in particolar modo nelle regioni del sud, ammantata da una legittimazione razzista che rimuove la realtà storica e sociale di un paese già caratterizzato da un modello di sviluppo profondamente asimmetrico.

Non possiamo permettere che si attui- anche se dovesse avvenire in forme parzialmente diverse da come era stato preventivato – la manomissione dei diritti, del welfare e dell’intero sistema dei servizi sociali ed infrastrutturali dei territori meridionali, istituzionalizzando un modello di cittadinanza differenziale.

Il partito trasversale degli interessi dei poteri forti del Nord/Italia, che ha come azionista di maggioranza sicuramente la Lega, ma che vede la complicità anche degli altri partiti tanto al governo quanto all’opposizione, punta a ratificare il patto sul regionalismo differenziato il prima possibile e il momentaneo rinvio ha più il sapore di una scelta tattica, in attesa delle elezioni europee, che di un vero ripensamento.
 
Non ci si può aspettare che questo processo cambi verso spontaneamente, garantendo diritti che era pronto a calpestare.
E’ fondamentale perciò che dopo la passività e la disinformazione che soprattutto nel meridione hanno compromesso una vera partecipazione democratica e decisionale nasca oggi dal basso una stagione di protagonismo civico delle popolazioni che vogliono prendere in mano le decisioni sul proprio futuro promuovendo la nascita di iniziative e reti autonome di comitati territoriali in tutto il sud.
Vogliamo continuare a diffondere l’appello de “il Sud conta.org” e condividere le scelte per le future iniziative e mobilitazioni così da amplificarne il sostegno e la partecipazione.
E’ necessario perciò un importante momento pubblico di confronto che coinvolga i tantissimi firmatari dell’appello così come quanti vogliono continuare a tenere alta l’attenzione sul tema del “regionalismo discriminatorio”. E’ il tempo di costruire consensualmente una contro proposta di intenti e di mobilitazione dove le tante componenti civiche, politiche, sociali e culturali che si oppongano a questo scellerato accordo possano riconoscersi.

Vogliamo costruire una vera e propria piattaforma di rivendicazioni che metta al centro la lotta contro un operazione che non valorizza per niente le autonomie ma che invece accentua disuguaglianze sociali e territoriali, e promuovere azioni e mobilitazioni popolari specialmente al sud fino alla convocazione di uno sciopero generale contro il federalismo differenziato.

Per questi motivi convochiamo a Napoli, nella giornata del 9 Marzo, un’assemblea di confronto, con movimenti, associazioni, organizzazioni politiche e sociali, singole personalità alle ore 16.00 presso il Cinema Astra in Via Mezzocannone, 109.
 
 

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NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI Sud

Il Veneto, la Lombardia e sulla loro scia altre undici Regioni si sono attivate per ottenere maggiori poteri e risorse. Su maggiori poteri alle Regioni si possono avere le opinioni più diverse. Ma nei giorni scorsi è stata formalizzata dal Veneto (e in misura più sfumata dalla Lombardia) una richiesta che non è estremo definire eversiva, secessionista.

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